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Soluzione Atrofie Impianti Zigomatici

impiantizigomatici

Questa tecnica chirurgica è nata dall’esigenza di donare una chance operativa in più ai chirurghi e riabilitativa ai pazienti con atrofie tali da non consentire un trattamento protesico supportato da
soli impianti intraorali. Fu Brånemark a descrivere per primo il protocollo che prevede l’inserimento di impianti zigomatici, che ha poi trovato indicazione per il trattamento di pazienti con edentulia completa all’arcata superiore e atrofia ossa, sia in riabilitazioni con soli impianti zigomatici che in combinazione con impianti tradizionali, solitamente in numero di 2-4 nella zona della premaxilla in modo da consentire la fabbricazione di una protesi ibrida. Per aiutare nella fase di pianificazione Bedrossian ha distinto tre zone del mascellare superiore, in base alla condizione delle quali impostare il flusso di lavoro a valle della fase di diagnosi. Zona 1 area della premaxilla, Zona 2 area premolare, Zona 3 area molare. Approccio misto: in caso sia presente un quantitativo di osso adeguato in zona 1 e mancanza bilaterale in zona 2 e 3, saranno previsti due o quattro impianti convenzionali nell’area della premaxilla e un impianto zigomatico in entrambe le arcate. Il carico che sopportano gli impianti in zona anteriore, se correttamente uniti all’interno dell’arcata creata con gli impianti zigomatici, riesce a ridurre la sollecitazione degli impianti zigomatici stessi. Per ridurre ulteriormente le forze a cui questi devono sottostare, si è cercato di ridurre il cantilever; la testa degli impianti zigomatici è pensata per permettere il posizionamento della protesi a 45° rispetto all’asse lungo della fixture.

•Approccio con soli impianti zigomatici
: in mancanza di osso in tutte e tre le zone, si può prevedere una riabilitazione che preveda l’inserimento di 4 impianti zigomatici, due per ciascuna emiarcata.